Smartway.work: 3 giorni a Dolceacqua in Smartworking

Il borgo dal fascino fiabesco che ispirò Claude Monet

Come mai sono finita a Dolceacqua, in Liguria, a 4 ore e mezzo di macchina da Modena? Semplice! Grazie a Smartway, una start up italiana che con il progetto #FRESHWAY ti permette di lavorare in remote working in un Borgo d’Italia.

Per farlo mette a disposizione un coworking, un alloggio e una persona del posto, anche detta “Town Angel” che oltre ad accoglierti, ti porta a conoscere il posto, a fare esperienze del luogo facendoti sentire a casa.

Per me è stato così. La conoscenza di Beatrice è stata una conoscenza che sicuramente ha cambiato il modo di vivere il paese e che non sarebbe stata la stessa se avessi dovuto lavorare in Smartworking da sola senza avere nessun riferimento durante il mio soggiorno.

Consiglio questa esperienza? Assolutamente sì! Senza ombra di dubbio alcuno… anzi invito la gente a una riflessione in merito: si può lavorare e viaggiare insieme?

Detto ciò… pronti a scoprire insieme il Borgo?

Dolceacqua

Dolceacqua è un borgo d’Italia, sito in Liguria, che si stende lungo il torrente Nervia, circondato da montagne, vicino al mare e a pochi chilometri dal confine francese.

Il Borgo, conta circa 2.085 abitanti e vive oggi il fenomeno inverso allo spopolamento, visto probabilmente i servizi che nonostante le piccole dimensioni riesce ad offrire.

E’ famoso perchè ospitò per un periodo della sua vita Claude Monet, nel 1884, dove dipinse il ponte e il castello riportando nei suoi scritti dell’epoca:

“… il luogo è superbo, vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza

Stanza dedicata a Monet

Nel 2019 nel castello vi fù anche un’importante mostra dedicata al pittore mentre oggi all’ingresso vi sono due stanze che ne rendono omaggio e che parlano del Borgo ai tempi della sua permanenza.

Il Castello residenza dei Doria e dei Grimaldi in realtà era inizialmente di proprietà dei conti di Ventimiglia nel 1177.

Nonostante venga annoverato come rudere in realtà è visitabile e merita sicuramente una sosta. All’interno sono state installate anche sale multimediali ed esposizioni per conoscere la storia, il territorio e le tradizioni.

trovate tutte le informazioni qui: https://www.visitdolceacqua.it/castello-dei-doria-dolceacqua/

Oltre al castello un’altra importante attrazione del borgo è quella culinaria e vinicola.

Non a caso il borgo ospita l’Enoteca regionale della Liguria e ci sono diverse enoteche in cui poter assaggiare vini locali con un’occhio di riguardo per il Rossese.

Fontana di Rossese

Nel Rossese di Dolceacqua però si può intingere un’altra particolarità locale: le Michette.

Cosa sono le Michette? Qualcosa di cui poi non potrete più fare a meno!

La Michetta, non il pane milanese, è un dolce tipico che mi ha ricordato molto il pan-brioche. Viene a fine sfornata cosparsa di zucchero e la sua storia è legata a una storia d’amore.

Trovare una sola versione è difficile ma per sintetizzarne la leggenda possiamo dire che nel 1300 il Marchese Doria, aveva istituito il diritto del feudatario di passare la prima notte di nozze con la sposa del suddito che si sarebbe sposato.

Era invaghito di una giovane donna Lucrezia, che per l’appunto, per sfuggire a tale sopruso decise di sposarsi in segreto, tuttavia il Marchese la scoprì e la porto al castello.

Aimè la giovane non fece una bella fine, rifiutatasi di andare a letto col marchese fu fatta prigioniera e morì di fame. Il marito furibondo minacciò il Doria e chiese di eliminare questo diritto e per l’occasione preparò un dolce in onore della moglie defunta: la Michetta.

Senza scoinvolgersi troppo, qui siamo tutti grandi, la michetta ricorda per l’accaduto il sesso femminile ed è slogan di libertà: “Uomini, la michetta la diamo a chi vogliamo noi”.

Oggi la si trova nei bar, nei forni ed è un dolce che accompagna volentieri le colazioni. Tuttavia c’è un’occasione speciale in suo onore, che si festeggia il 16 agosto, quando si rievoca la liberazione delle donne di Dolceacqua. In questa occasione ancora oggi gli uomini vanno sotto le finestre a chiedere “la michetta”; se viene concessa, si calerà il dolce con un cestino dalla finestra.

Michette di Dolceacqua

Oltre a queste particolarità il Borgo è circondato da Ulivi e vi sono diversi frantoi in cui degustare e comprare l’olio e olive tipiche taggiasche.

A proposito di Ulivi… in questi 3 giorni non è mancata la possibilità di fare un trekking panoramico che porta alla cappella di San Bernardo dove per l’appunto sarete circondati da una distesa di ulivi a farne da sfondo.

La chiesetta di San Bernardo non è presente su Google Maps e quindi è necessario seguire le indicazioni che vi sto per dare:

cercate di partire vicino a Piazza Giuseppe Garibaldi e incamminatevi sulla salita tra il Bip Café e il ristorante il Borgo, superate la chiesa di san Sebastiano alla vostra destra e poco più avanti, in salita c’è una stradina sulla sinistra via san Bernardo, prendetela e nel breve supererete un arco che vi farà uscire dal Borgo per inserirvi nel bosco!
Da lì il sentiero conduce dritti e senza sbagli alcuni alla chiesetta.

Il sentiero panoramico vi permetterà di avere sempre un occhio sul borgo da ammirare durante la salita!

Considerate circa 30 minuti e sarete arrivati.

Il sentiero in questa stagione è ricco di campi di mimosa, che rendono il percorso molto affascinante.

La cappella di San Bernardo conserva alcuni affreschi del XV secolo che recentemente hanno subito un importante intervento di restauro.

Per vederne l’interno è necessario prenotare una visita. La chiesa per tutelarne il Patrimonio artistico, considerate che le opere all’interno sono state rinvenute nel 1952 “sotto uno strato di calce”, viene chiusa e aperta per le visite guidate che possono essere prenotate al centro informazione e accoglienza turistica

Per informazioni: Tel. e Fax 0184 206 666
E-mail: iat@dolceacqua.it – turismo@dolceacqua.it

Chiesa di S.Bernardo

Anche il solo trekking è comunque interessante e ricco di scorci panoramici che si possono definire da cartolina.

Se voleste proseguire e continuare a salire è possibile raggiungere anche le rovine del convento dei padri agostiniani come abbiamo fatto anche noi!

Devo dirvi che mi è molto dispiaciuto lasciare questo posto, dai vicoli fiabeschi.

vicoli di Dolceacqua

Mi sono sentita anche io toccata nel profondo e sono riuscita a capire come mai Monet ne fù affascinato.

Vi lascio qualche indicazione che potrebbe interessante qualora decidiate di andarci e spero che vi coinvolga e colpisca come ha fatto con me!

CIBO

Osteria 4 Gatti: 4 stelle su 5 – locale piccolo, elegante e vintage.

Osteria dell’ Acqua Dolce: 4 stelle su 5 – locale dalle pareti in grotta, accogliente e dal clima rilassato. Cucina locale con un’attenzione al senza glutine (fanno anche la pizza)

Il Borgo: 3 stelle su 5 – la location gode di un’ottima vista ma senza eccedere nel cibo.

La casetta: 4 su 5 – se cercate qualcosa di semplice e veloce è più un bar ma si può comunque consumare sul posto. Ottime le focacce!

Bip: 5 su 5 – sono di parte lo so, ma qui abbiamo passato le nostre giornate post lavoro! Bar tranquillo, accogliente e in cui prendere un Richard (mi raccomando) a fine lavoro – infine ha anche birre artigianali ligure (mai da sottovalutare come aspetto)

B&B:

Il Borgo non ha Hotel ma B&b e camere da dormire e io ho alloggiato a U campanin di Patrizia: posizione, pulizia e accoglienza sicuramente 5 stelle su 5.

http://www.ucampanin.it/



ATTRAZIONI:

Visita al Castello dei Doria

Visita al Visionarium 3D : Tappa obbligata per chi ama i documentari di viaggio. All’interno sono proiettati in 3D e Omnimax (immagine totale) documentati di tipo naturalistico in cui fotografia, musica e poesia si fondono. La realizzazione dei documentari è a opera di Enio Andrighetto e sono una produzione di elevata qualità. Esperienza unica nel suo genere.

sito: www.visionarium

Trekking alla chiesetta di San Bernardo

Deguastazione di vini in Enoteca

Visionarium 3D

A presto Dolceacqua.



Con affetto

Clere